Pace calibro trenta

Eri stato al campo giochi, a fare il tuo divertente addestramentino d’un anno.
Un po’ di footing, tiro a segno, giochi nel fango, e per festeggiare, ti facevano tirare i botti.
Poi ti insegnarono a scrivere e tu, firmasti.
E così partisti, armato di tutto punto, per fare la pace.
I primi tempi ti fecero fare i lavori più umilianti, lucidare gli anfibi, pulire i cessi, d’altronde funziona così li, dove vi volete tutti bene.
poi ti insegnarono ad interrogare le ragazzine, già terroriste in tenera età, ma da vero uomo di pace.
Le violentavi in pace, le torturavi in pace, e poi, quando confessavano cose, che neanche avevano fatto, le finivi in pace.
Chissà se ne hai lasciata in pace almeno una.
Passavano i giorni e finalmente, tutto contento, fosti mandato a fare la pace tra i malvagi cittadini inermi, tutti, ovviamente, terroristi.
Mentre il tuo amico, guidava l’autocarro di pace, tu usavi la mitraglietta di pace, con la quale sparavi proiettili cinetici di pace, ai terroristi di quindici anni muniti di pericolosissimi fucili arrugginiti di vent’anni fa, Quelli che gli avevano venduto i tuoi alleati.
Pericolosissime armi al tetano!
Ma tu, da eroico uomo di pace non avevi paura, e colpivi i nemici della pace.
e così giorno dopo giorno facesti uno, dieci, cento, mille terroristi morti di pace.
Poi una mattina ti svegliasti vomitando sangue, con forti dolori addominali.
Il dottore ti diagnostico’ una leucemia allo stomaco.
Ti disse “vedi, succede ad usare troppo l’organo adibito.”
Di fatti non hai un tumore al cervello.
Ora sei in congedo, a casa da tua moglie, che si fa scopare da un altro mentre attende che tu muoia, per prendere la reversibilità, incazzata perché teme che tu possa contagiare tuo figlio, e tu stai di merda, soffri di dolori lancinanti, e tutte le medicine per la chemio terapia te le devi pagare da solo.
Bel regalo t’han’lasciato i proiettili all’uranio che, noi, siamo stati costretti a pagare dal ministero della pace.
Hai provato ad interpellare il ministro, ma quello t’ha risposto che per il bene della patria non può concederti niente, mica vorrai rendere pubblico che di missione di pace si può morire?!
E quando morirai, saremo costretti a sorbirci pure il lagnoso servizio televisivo, noi, che combattiamo, ogni giorno una guerra, contro quei politici che hanno voluto mandarvi in “missione di pace” e soprattutto contro voi, che li votate o che, peggio, non gli votate contro.
Menomale che non sei morto sul campo, altrimenti ti dovevamo anche pagare i funerali.
Crepa in pace, Bastardo!