Excuse-moi Notre Dame

Bella. Brutta. Bigotta. Sapiente.

Non è una cattedrale. È un pezzo di storia.
Un ateo dovrebbe rallegrarsi per la disfatta di una cattedrale, ma come si può non piangere davanti alla distruzione dell’umanità?!

Un edificio storico che porta con se millenni di coltivazione della matematica del pensiero umano, fino al concepimento di arcate portanti così complesse da essere studiate da milioni di persone del nostro secolo.

Sarebbe idiota pensare che la distruzione di questo monumento possa essere un caso.
Sono certi umani, che stanno impoverendo e annientando tutti noi, che cercano di assediarci, di impoverirci, di riportarci all’era ignorante delle dominazioni incontrollate.

“Un monumento costoso mentre i clochard dormono in strada”.
Un commento inventato e divulgato da chi assume persone per dare fuoco agli stessi clochard.

Ho il groppo alla gola mentre c’è già chi finanzia notte tempo una costosa propaganda mediatica contro la cattedrale, sminuendone il suo valore come per innalzare il proprio.

Solo chi è vuoto dentro ha bisogno di distruggere qualcosa per sentirsi migliore. La sua propaganda mette in competizione Notre Dame con i clochard, come se il problema della povertà fosse colpa dei monumenti storici e non di singoli uomini arroganti che arraffano tutto e distruggono ciò che li fa sentire insignificanti.

Qui mi sorge una riflessione fondante del mio nuovo pensiero. Un uomo che ha due macchine, due case, due aerei privati, non è ricco, è matto. Lui è il problema della povertà, non la cura di uno storico edificio pubblico.

“Quanti siete” mi viene da chiedergli. “Quanti siete voi per necessitare di due o più macchine.” Questo è il ricco. Nient’altro che uno psichiatrico pezzo di merda in crisi identitaria. Qualcuno che ha paura di non essere nessuno e deve rubare le cose o distruggerle per sentirsi vivo.

Distruggono la cultura perché la temono. Temono la memoria della storia. Ma la mia memoria non teme il loro fuoco. Il bicchiere è mezzo pieno. Tutto si ritorce contro chi si sente astuto e non è altro che folle. Loro non capiranno mai, noi invece, io e te, non abbiamo perso altro che un edificio.

Questo rogo è una dichiarazione di guerra che non dovevano fare, e mentre mio nonno, e tuo nonno, e i nostri nonni furono colti di sorpresa dalla storia del mondo, io no. Tu no. Noi non siamo impreparati.

Ed io ateo mi aspetto da ogni prete, cardinale e da ogni emerito papa, una presa di coscienza stavolta, un passo indietro rispetto alle proprie ataviche concezioni del millennio precedente che contrastano il concilio più importante della loro storia. Non si può sottovalutare così l’importanza di quella stessa matematica che da vita alla cupola che ti protegge da duemila anni. Un giovane papa può sbagliare per ambizione e forse non lo sta nemmeno facendo, ma un papa agli ultimi giorni della sua esistenza può solo cercare di pulirsi la coscienza prima di morire come muore qualsiasi altro umano della storia, ricco o povero che sia. Senza l’umanità e la sua coscienza, nessuna fede ha motivo d’esistere. Ecco perché sono ateo. Ecco dimostrato il vostro errore, che vi costerà caro. Non si gioca col fuoco perché potrebbe tornare a cercarvi sussurrando “vuoi giocare con me?”

Questo è un danno incalcolabile per tutti gli uomini e le donne di tutte le epoche. Una ferita che non si rimarginerà mai più, ma niente di irreparabile e anzi, un ulteriore bagaglio di memoria. un monito. Un’ altra cicatrice che segna il mio passaggio ad un altro mondo, fuori dalla grotta .

Non so se vincerò o perderò, ma non chinerò certo la testa davanti ad un dio, specialmente se è tanto terreno da essere facilmente liquidato come vorrebbe fare con tutti noi.

Stanotte osservo Gargoyle urlare, torri piangere, ed una fenice alzarsi in volo colma di rabbia, segno un’altra tacca sul muro della mia memoria, è l’ennesima notte di angoscia, e meditazione…

(foto by: LeLaisserPasserA38)