Crocefisso sanguinante

Nuovo anno, solita polemica sul macabro arredo.

Ho passato la mia infanzia a cercare di spiegare perché sia irrispettoso imporre quel morto sanguinante appeso al muro di scuole e tribunali. Dopo anni di battaglie perse vorrei precisare alcune questioni sperando di essere utile a chi sta affrontando adesso il problema.

Anzitutto ci tengo a precisare che sono ateo non laico, e pretendo pari dignità. Non ho alcuna intenzione di trovarmi in mezzo ad un conflitto becero tra due religioni bigotte che fanno a gara a chi è più stronzo.

E il mio discorso va al di là del piano giuridico. Le leggi si possono cambiare quando sono ingiuste, ed imporre un arredo macabro non adatto ai minori in un luogo che è di tutti è da stronzi. Credere o meno a Zoroastro è un problema personale, che non può è non deve più condizionare la polis ed un sistema giuridico. È roba da anno mille, era in cui la gente non sapeva nemmeno leggere e scrivere, o gli era vietato…

È non si dica che chi è ateo è cinico e nichilista (associazione di idee perpetrata da Fusaro in uno dei suoi interessanti video-monologhi). Casomai la storia dimostra che è il contrario, ma lascio questa dimostrazione alla fine del post.

Ora permettetemi un’analisi della situazione: quando mi sono reso conto che togliere un cadavere dal muro di una scuola o metterci almeno il bollino rosso, era una battaglia persa, mi sono posto una domanda secondo me vitale per capire la faccenda:

Perché imporre una cosa così? Hanno già il potere, hanno la possibilità di muovere eserciti. Perché essere puntigliosi su un arredo tanto splatter?

Qualsiasi psicologo esperto in traumi infantili è in grado di rispondere alla domanda con una parola: controllo.

Faccio quindi un’analisi ulteriore: come fanno a imporre questo oggetto alla faccia delle leggi e della costituzione? Grazie all’ambiguità giuridica in merito di “arredi”, e grazie al loro strapotere sulla testa della gente, che è poi lo stesso potere che porta gentaglia come Matteo & Matteo ad essere eletti.

Allora la comunicazione verso la popolazione ignava, quando si parla di battaglie di questo tipo, dovrebbe essere differente.

Parto dal presupposto che chi mi rappresenta continua a citare il termine laico anziché ateo, e questo già è un problema enorme, dimostra quanto si sia succubi del sistema di censura, auto-censurandosi.

Deduco poi che parlare alla gente comune di cosa vi sia in costituzione, quando la maggioranza non sa dare significato concreto al termine “Diritti”, è come parlare di Assembly a chi non sa accendere un PC. È di giustizia e rispetto reciproco che si dovrebbe parlare.

Dopo di ché mi vien naturale esporre ai più, la questione in questo modo:

La vostra religione, come quella musulmana che tanto criticate, è altrettanto dittatoriale. Impone la propria morale senza rispettare la morale altrui.

La vostra religione impone a me un tabù sessuale che non voglio avere, perché la mia morale è diversa. Io ateo venero l’origine del mondo e della vita, cioè il sesso.

Sacro è il piacere sotto ogni forma, mentre per voi sacre sono le torture, e a vostro simbolo avete un uomo sotto tortura, con mani inchiodate. Vi invito ad immedesimarvi nella sensazione di un chiodo piantato sul palmo.

Il vostro simbolo degno dei peggiori film splatter spaventa i bambini normali e crea loro degli incubi, non è un simbolo socialmente accettabile.

Detto questo va precisato che le radici italiane ed europee non sono cristiane, sono casomai pagane, ed in maggioranza atee seppur torturate ed uccise per secoli e millenni da chi voleva imporre il terrore per poter governare schiavi.

Inviterei per tanto qualsiasi persona si ritenga democraticamente rispettosa degli altri a mettere in discussione la loro abitudine, che nessun ateo vuol vietare, limitandosi a tenerla nella propria intimità per rispetto a chi la pensasse diversamente.

Oppure viceversa, per pari dignità, concedere a tutte le persone di differente ideale, di esporre i propri di simboli, dando così agli studenti ed a coloro che si trovano in un tribunale, la possibilità di decidere quale icona gli è più consona nel rappresentare il mondo e la giustizia.

Un musulmano probabilmente porterà un quadro della Mecca, un buddista l’immagine di un Budda più sorridente e paffuto rispetto al denutrito cadavere sanguinante tanto amato dai cristiani, e un ateo potrebbe portare, come rappresentazione della sacralità della vita, un bel poster pornografico raffigurante un baccanale in pieno svolgimento.

Per dei cristiani è offensivo il sesso tramite il quale loro stessi sono nati. Per questo non posso appendere in aule scolastiche un porno? Ok, per me ateo è offensiva la violenza e la tortura, perciò, per comune rispetto, si tolga anche il crocefisso ed ognuno si tenga la sua morale ed i suoi gusti.

Voi insegnate ai vostri figli la violenza, io insegno l’amore per la vita. Ma non lamentatevi se avete una scuola piena di bulli, o balilla che dir si voglia. E assumetevi la responsabilità morale e penale delle vostre scelte come io sono costretto ad assumermi le mie.

Fino ad allora insegnerò a mio figlio come esporre materiale pornografico in aula senza permesso e come bestemmiare a gran voce, in segno di protesta. E sottolineo in segno di protesta, perché è questo il significato della bestemmia per un ateo. Semplice protesta contro i soprusi dell’oltranzismo religioso, musulmano, cristiano o di qualsiasi altra religione. Oltranzismo. Nulla più.

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