Salvimaio o Renzusconi, diarrea o stitichezza

Ascolto Fusaro e penso che vorrei porgli una domanda:
Ma dobbiamo scegliere tra queste due opzioni? Tra il fascismo esplicito di Salvimaio e quello mascherato di Renzusconi? Dobbiamo proprio scegliere se preferiamo soffrire di diarrea o di stitichezza?

Non so voi ma per me la merda è merda. Personalmente preferisco pane e cipolle. O piuttosto il digiuno.

Detto questo non posso non pensare a quanto abbia ragione quando parla delle “sinistre” che hanno perso la strada di casa. Hanno perso la coerenza, ma devo dire che secondo me anche Fusaro non è proprio il massimo della coerenza ideologica, anche se le sue analisi sono attente e interessanti da ascoltare, certo più interessanti dei dibattiti del Prc o di quelli di PaP (sorvoliamo tristemente il Pci di Rizzo), le proposte nelle quali si cimenta sono angoscianti.
Tutto l’insieme è angosciante, qui gli anarchici spesso hanno perso il senso del Diritto e della dignità, della fratellanza soprattutto, definendosi per lo più individualisti, e molti dei sedicenti comunisti non sanno praticare solidarietà crogiolandosi in analisi politiche alla ricerca del filosofo che è in loro, il movimento operaio è depauperato di grandi numeri per via della crisi lavorativa e posso affermare con certezza che il tasso dei crumiri è salito vertiginosamente alla maggioranza, per non parlare del corporativismo.

Quindi non ci sono possibilità di lotta?
Non scherziamo, la lotta c’è ed è pure qualificata, anche e soprattutto in quelle sinistre “Fucsia” come le chiama Fusaro, per quanto imbottigliate da un verticismo contenitivo che non riuscirà ancora a lungo a depistare il normale sentimento di solidarietà che sempre più emerge spontaneo nonostante le incoerenze. Tantissimi individui, persino quelli politicamente meno consapevoli, per quanto si siano fatti distrarre negli anni anche da falsi movimenti come il m5s, più che altro per disperazione, sono in realtà alla ricerca di una via di sopravvivenza che non tarderà ad arrivare. Abbiamo superato i periodi più bui dell’umanità, figuriamoci se non ci liberiamo da questa epoca politica così mediocre.

Il consiglio che posso dare è di non cercare nell’organizzazione prestabilita la soluzione nè tanto meno arrendersi proprio ora. Affilate le unghie, non fatevi comprare dall’RdC, la fame che potremo patire sarà certo limitata rispetto a quella che vive un africano. Tirare fuori le palle è d’obbligo, nonché soddisfacente. E non intendo nel senso più superficiale e reazionario del termine come sta avvenendo, anche un po’ giustamente in Francia, ma nel senso più pratico della solidarietà reciproca. Sarà il vizio della collettivizzazione dei problemi, che ci salverà dal degenero e permetterà, strano da dirsi ma vero, anche ai potentati, di ravvedersi riguardo alla stupidità delle classi “inutli” come amano definire tutti noi che speriamo ancora di sopravvivere con un lavoro non automatizzato.

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