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Piacere, mi chiamo Delfo, questo è il mio sito artistico, se preferisci vedere il mio curriculum puoi visitare http://delfoburroni.altervista.org/

Chi sei?
Delfo (Red Dolphin) Burroni, Strano, pacifico e distratto. Nato a Montevarchi nel 1985. Appassionato di informatica nel senso meno tecnico e più antropologico. Mi piace il lato grafico e popolare di html5 CSS3 e dom. Non sono mai sceso troppo nei tecnicismi fine a se stessi. Mi interessa lo studio delle nuove abitudini, ciò che vi si può prospettare anziché no. Son cresciuto a pane bestemmie e Vernacoliere. Ora vivo in Oltrepo. Un Delfino Rosso che naviga virtuale senza farsi annodare dalla rete. Negli anni ho stupito un sacco di persone e ne ho annoiate molte altre, in entrambi casi spesso le ho fatte incazzare. Ora vorrei stupire me stesso, analizzarmi e criticarmi senza pudore, ed usare il web diversamente. Questo tra un quadro virtuale, qualche t-shirt e perché no qualche poesia stramba, di quelle che vengon di getto. Se cerchi un grafico poliedrico che faccia anche siti web e marketing, contattami.
Perché questo sito?
A parte lo sfogo creativo? Avevo bisogno di una casa tutta mia. E poi il sito stesso è il motivo del sito. Mi spiego: Ritengo vitale, che si abbia la proprietà del proprio piccolo spazio e delle comunicazioni conseguenti. Quindi parto da un sito web come modello di studio per capire come sia possibile ridurre il carico di nozioni superflue in ingresso, per facilitare la risoluzione di problematiche personali, accentrando nel proprio spazio non solo le comunicazioni veramente desiderate ma anche le reali utilità personali o di partecipazione alla collettività.Un esempio grezzo ma pratico:
Prendo uno smartphone e lo mostro a mio nonno: “foto, video, Facebook, twitter, mail, gmail… ” non capisce a cosa gli serve ed ha ragione a dire che perdi tempo.

Pensa allo stesso smartphone: “Lavoro, pensione, salute, istruzione, messaggi pubblici/privati… ” ecco che qui, avrebbe le idee più chiare di tutta la mia generazione tecnologizzata messa assieme.

Tutto questo non lo maturo né demonizzando la tecnologia, ma nemmeno in linea con l’idea di modernità e produttività. Ci cozzo proprio, cercando di porre la tecnologia in funzione delle necessità umane, che invece ad oggi spariscono per lasciare posto al mero business.

Passioni?
Troppe da elencare: Il mondo, la topa, la scrittura creativa, qualche gingle, diciamo che le più interessanti sono la grafica e l’uso atipico del web. Ho cominciato con Html, css, poi WordPress e i cms, strategie SEO, e ultimamente piccole applicazioni 3D, come si può vedere dalla copertina. Sempre sul filo conduttore di Linguaggi Open Source ed a portata semplificata dei più. Cerco di non fossilizzarmi ma non ci riesco, o almeno di tenere un filo conduttore di usabilità e coesione, a vantaggio della persona. Giocoforza cominciando da me, così già che ci sono faccio anche autocritica.
Lavoro?
Il lavoro è prostituzione e mi sento una puttana. Che ci posso fare… La penso diversamente ma vivo in questo mondo, non mi sento incoerentissimo, solo deluso. Mi concedo in cambio di compenso come fai tu, solo più consapevolmente. Bocche allenate ai call-center, mani esperte in fabbrica, e culi rotti un po’ ovunque. Una repubblica democratica fondata sulla prostituzione. E ci troviamo a pensare che senza prostituzione non sia dignitoso vivere, e che serva una prostituzione prolungata, a tempo indeterminato, ma stanno arrivando le bambole gonfiabili perciò… la diamo via per poco. Dovremmo trovare…

Mi piace programmare ma non sono un bravo sviluppatore, e poi per me il mondo dell’informatica ha preso una brutta piega, una volta era più freak, se dovessi lavorare in un classico ufficio e mettere pure la cravatta, visto come hanno conciato il mondo quelli così, credo che la userei come frombola, o per trasformare in slave il primo dirigente che capita (e non parlo di jumper dell’hard disk, caso mai dell’hard dick). Sembra fatta apposta. Scherzi a parte: non ho nemmeno un titolo di studio. Lo faccio per passione. Quasi come nuova forma di arte. Cerco solo d’essere utile a persone in crisi e con poca dimestichezza nella programmazione web, che necessitano di un semplice aiuto per non farsi fottere, a prezzo politico, anche gratis, se hai voglia di leggere. E poi è un settore che posso seguire anche dall’ospedale…

Nuova forma di arte?
Forse apparirò presuntuoso, ma non dico di essere un grande artista, ok? Un fumettista come Vauro o Makkox non sarà Caravaggio ma è pur sempre un dignitoso artista no? Nella programmazione web mi sento così, uno che stilizza concetti a modo suo. E poi non ho sentito molti parlare di informatica in se come forma creativa eppure sono certo che lo sia. Non si tratta solo di intersecare le altre arti, come la fotografia o la musica, ma si aggiunge addirittura l’interazione dinamica, e questa è per me una forma d’arte anchor più interessante… il sito stesso è un’opera, va osservata e dedotta…
Insomma viva la tecnologia?
Scusa la ripetizione: Dipende, può liberare la società o farne un impero non vedo terze possibilità, quindi diciamo che ci tengo a conoscerla.
L’app dei porkemon funziona benissimo, il sito del parlamento sono in pochi ad usarlo ed è il meno interattivo possibile. Il mondo dell’informatica sta evolvendo, sì, ma al contrario. Dall’uguaglianza del deep web all’oscurantismo di facebook. In questo spazio mi muovo a pelo d’acqua… come un Delfino appunto, attento ai corsari sopra, ed agli squali sotto.
Il codice informatico, in particolare quello web, sta andando ad otturare ogni micro-settore rendendolo carino, tuttobellografico… ma troppo spesso cinicamente economico e fine a se stesso. Col risultato di una rete corporativa e ghettizzata, poco utile nell’era globale. Dovevamo dialogare fino in Cina con traduzione immediata, e invece siamo ancora a romperci le palle con i discorsi nazionalisti del vicino di casa. Se non cambiamo noi, dentro, nelle abitudini, cambia la tecnologia ma non cambia un cazzo.

Non sono un dotto filosofo, ma un povero incazzato, osservo il mondo nel suo insieme e mi muovo di conseguenza, e te lo dico pure tanto difficilmente capirai. Questo concetto è espresso nella struttura Del sito. Non per iscritto, intendo proprio nel modo in cui è fatto. L’ho già detto che lo considero un’opera creativa? È la mia gioconda… o la mia tesi, fate voi.

Obiettivi?
A parte mantenermi? Cerco solo di riassumere e semplificare la via più breve verso l’utopia, gratis per tutti. (modesto eh?!) Ritengo che ognuno debba sentire una responsabilità in più: quella collettiva. “Figurati se ho tempo per la politica” dicon tanti, eppure il tempo va trovato. Serve attrezzarsi per riuscire ad essere partecipativi. Chi pensa il contrario si sta suicidando con le sue mani ma preferirei che non mettesse nella merda anche me.

Pensa al m5s, agli elettori dico: si riempiono la bocca di democrazia diretta, ma non c’è cazzi che provino a praticarla. Demandano al “politico” le battaglie per i diritti, che non hanno il coraggio di fare loro. Che democrazia sarebbe questa?! Da qualsiasi partito la guardi, ed è questo che mi angoscia assai…

Possibilità di riuscita? Percentuale minore di quello che serve a rendere le cose facili, e maggiore di quel che serve a renderle quasi impossibili, insomma ci lavoro su. L’unica spesa, ad oggi, sono 50 euro l’anno e tutto il mio tempo libero, comprese molte ore di sonno perso e un sacco di sacrifici, ma ne vale la pena. Spero…

Domanda pericolosa: Politica?
Guerre, attentati, religioni e commenti nazisti. Pensa all’inquisizione, aggiungi cocaina e immagina cosa rischiamo… il voto periodico non basta. E inutile che ti lamenti se ti accontenti di mettere una X ogni cinque anni, e nemmeno le elezioni web servono, serve il coinvolgimento materiale, tutti deputati. E poi secondo me è che troppo spesso si fa confusione tra cose solide e cose liquide:
Le cose solide si dovrebbero costruire dal basso, e le cose liquide dovrebbero distribuirsi a pioggia dell’alto rinfrescando tutti senza sprecare una goccia.
C’è invece la tendenza a far cadere dall’alto cose pesanti, e sputare il liquido dal basso in su, ovvero tanti spruzzi a disperdere che ci si ritorcono contro, consumo di energia, e soprattutto dei gran mal di testa.
Credi in un dio?
Si vive per godere prima di morire, e con gli amici immaginari difficilmente si riesce a farsi succhiare qualcosa, a parte la libertà. Una divinità è per sempre un monarca che non sente ragioni.
Gli affetti?
Tanti da ringraziare per il sostegno e la sopportazione, a cominciare da mio padre e mia madre. Gli altri se non ti capiscono ti schifano anche se difendi i loro diritti, avrà ragione chi dice che non ho perso niente? Secondo me no… in ogni caso preferisco essere schietto che morir democristiano. Figli non ne ho… chi vivrà vedrà. Benvenuti sul mio blog!