clima e lavoro

Come é tipico dei delfini, nuoto nel mare dell’ informazione frugando gli abissi per poi guizzare all’aria aperta, sfidando la luce della notte.

Da tempo rifletto sugli ultimi accadimenti: ascolto Greta, ascolto Fusaro, non ascolto Salvini. Osservo l’opinione pubblica, quella vera, che si da battaglia sui social. Ascolto le notizie dal fronte Curdo. Vedo manifestazioni, vedo scioperi. Cerco di evitare le reti da pesca.

La questione climatica é vitale. La necessità di lavoro altrettanto. La guerra é il peggior tipo di inquinamento, e distrugge posti di lavoro. Il danaro ci vincola, ci ricatta, il clima non aspetta.

Circoli viziosi, contraddizioni. Pericoli nascosti, specchietti nei media.

Quel che mi manca, é un piano programmatico dello status quo soggettivo e quindi collettivo. Ridurre la necessità di danaro che ci ricatta, e di risorse, ma senza rinjnciare ai vantaggi epocali, svuotare baleniere prima di rovesciarle. Altrimenti rischiamo di infilarci in una rete persino peggiore. Chi guida le reti ne dimensina le maglie. Sa cosa lascia passare e cosa trattiene. Red Dolphin passa attraverso un blog.

Anni fa ci facemmo convincere a sostituire il diritto dei lavoratori col diritto del lavoro, la festa dei lavoratori con la festa del lavoro. Anche oggi si sposta il soggetto delle frasi, cerchiamo di evitarlo senza frenare le lotte. Salviamo il pianeta… per chi ci lavora. Buona resistenza a tutti.

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