I canti d’una volta

Ascolto a tutto foco
i canti d’una volta!
Quelli belli, con un senso,
che ci narran di rivolta.

Che c’invogliano a parlare,
a discuter di sociale,
e ci sveglian la coscienza
che ti porta a contestare.

Persino un poro prete,
a corto di quattrini,
s’e’ unito nel cantare
e pricipia a contestare!

Se messo, pensa un po,
difronte ai celerini
col crocefisso in mano.
Invitava a disertare.

E pure un professore,
che avea studiato poco,
dopo che gli fu insegnato,
agli esami appiccò un fuoco.

E allora cosa aspetti!
Operaio addormentato,
studente fancazzista,
o ateo moderato.

Batti i piedi e serra il pugno!
Ora smetti di accettare!
Or che caldo è questo Luglio,
primavera puoi cantare!

Ai soprusi e alle violenze,
si vorrebbe metter fine.
A quello strapotere
che puzza di regime.

Daremo un colpo secco
a qualsiasi capo stirpe!
Si rimette a testa in giù
perché un se ne pole più!

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