Chiedo la luna

E così siamo a quattro:
Quattro lune storte,
quattro giorni di energia interiore,
quattro giorni indaffaratissimi.
 
Quattro notti insonni.
Quattro ore di sonno in totale.
Quattro grafiche completate.
Quattro pagine di testi in rima.
 
E quattro passi fatti all’aperto.
Quattro dubbi che mi tormentano.
Però m’hai insegnato a sorvolare a quattro palmenti,
e ad ascoltare quattro note per rilassarmi.
 
Quattro telefonate fatte
e quattro rispose affermative.
Quattro salti di gioia e
Si parte tra…: « 4!, … », ma non vale manchi tu….
 
Quattro cose che avrei voluto mostrarti e condividere prima,
Quattro scuse che avrei voluto porti,
Quattro messaggi… una risposta!
 
La più preminente unità.
 
E fanno cinque messaggi,
5 misere scuse che riesco a porti,
5 cinque cose importanti che ancora vorrei mostrarti.
 
Cosi riparte il conto da «5….»:
Cinque salti di gioia,
Cinque ermetismi
a Cinque domande.
 
Ascolto un pentagramma
Pensando di sorvolare in cinque minuti.
Ma ora ci sono ben 5 i dubbi da pensare.
«Quale delle 5 buste sarà quella giusta, signore signori!»
 
Cinque lettere scritte e cestinate.
Cinque fantasie disegnate,
Cinque minuti soltanto….
Mi aspettano altre 5 notti insonni,
 
5 giorni di felicità in ogni caso. Ero triste da due anni, ho almeno cinque cose da spiegare,
ma il solo sentirti mi ha reso cinque Kilowatt di energia interiore.
Anzi di più, tanta da soddisfare la luce di cinque lune!
Ma io ne vorrei una sola, ce n’è solo una che sa rendere solare un notturno.

Lo capisco.
Chiedo la luna. …… Me la dai?

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