Mia gioia mia vita

Non correre verso dove van tutti,
Per quanto la ressa si faccia opprimere.
La folla da sempre ti copre d’insulti,
disturbi la rotta e il gregge fa “beeehh”.

Deridono, insultano, e non sa d’esser carne:
frollata e poi usata. condizionata.
Ci ho provato spesso a dialogarne,
la risposta è defilata, “em-Beehh?”

Bene non so tu, vado, dove decido,
da come va il mondo, del giudizio diffido.
più rassicurante pensare, che sperare,
Persino le feste or mi fanno annoiare.

Fa piena arroganza, “La maggioranza”!
Loro vorrebbero tutto piatto e non tondo,
Giudican te ma ora hai forse m’hai capito,
ora anche che pure tu sai tramare un ordito.

La loro grettezza solo un vanto elegante,
Vale cqua un gigante la tua testa pensante.
un d’orgoglio che dona ogni giorno virtù.
Piu stronzi son loro, e più forte sei tu.

L’a solitudine ti piace ma in vero, e anatema.
esilio non ti difende, causa solo un diastema.
Una volta impugnato di Asclepio il Bastone,
una volta accesa la propria cognizione,

Sfida la vita con ironia, grinta e gioia,
l’alternativa e rinchiudersi a morte di noia.
Ho imparato a godere di cose importanti,
Proprio tu m’hai insegnato a guardare avanti.

Nessuna rinuncia, utopia, tutto ciò che si vuole.
Oscillando al fine tra voglia e la delusione.
Sperò non cadano mai nel vuoto parole,
Cerca pure, un’altra chance è pia illusione.

Sai che sei tu, che m’avevi insegnato a sognare,
con quali parole toccarti, mi dispero a capire.
Gioca con me per gridare al mondo,
che non dipende da noi l’estinzione.

Lasciando al futuro un presente,
che giochi a sfidarli a singolar tenzone.

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